Al-Munya

La dimora

La regola delle due case

Due case, due ingressi, due cucine, due percorsi. Un solo muro comune, con una porta che si apre soltanto dal lato della casa di formazione.

Nulla è pensato per l’accumulo né per l’esibizione. Ogni spazio risponde a un uso preciso e a una regola di misura.

Al-Munya non esiste per sostituirsi al Riad. Esiste per permettere, nella discrezione e nella continuità, ciò che il Riad, casa di formazione, non può né deve essere.

Servizio

Sala da pranzo

Cucina autonoma completa. La separazione delle cucine dal Riad è totale e non negoziabile.

Locali di servizio

Accessibili soltanto al personale della Munya. Percorsi distinti.

Magazzino riservato

Deposito per tessuti, pezzi di valore e oggetti conservati. Poche cose, al loro posto.

Il portico di Al-Munya, la compagnia della sera sotto gli aranci
Una camera degli ospiti.
Il majlis di Al-Munya la sera, sotto la luna, intorno al canale
La sala.

Le camere e il decoro

Le sei camere degli ospiti restano di misura contenuta, con letti singoli e un bagno attiguo. La loro qualità si legge nella materia e nell’esecuzione più che nella superficie, secondo l’uso delle grandi dimore di Fez, dove la camera serve al riposo e la giornata si passa nella sala, nel salotto e sotto i portici del patio.

Le pareti ricevono lo zellige nello zoccolo e lo stucco scolpito al di sopra, i soffitti sono cassettonati in cedro dipinto, le porte sono scolpite e gelosie di legno tornito guarniscono le finestre. I tappeti sono antichi e di prima scelta, i cuscini di velluto stampato portano motivi bizantini e sasanidi alla maniera di Mariano Fortuny, e la luce viene da lanterne di seta del tipo cesendello e scudo saraceno.

Tutto vi appartiene a una tradizione eseguita al suo grado più alto, e nulla vi è preso in prestito dall’industria alberghiera: nessun mobile di serie, nessun decoro di convenzione, nessuna attrezzatura lasciata in vista.

Questa ricchezza ha la sua ragione nel progetto

L’ospite che i residenti invitano un giorno a varcare la porta bassa e stretta del muro comune passa da una casa dove nulla gli manca a una casa che non possiede quasi nulla, ed è là, davanti alla vita comune, allo studio e al mestiere di questi giovani, che sente quanto poco pesi ciò che ha appena lasciato.

Per questo la casa riceve senza distinzione il figlio di una famiglia povera e quello di una famiglia agiata, venuto a trascorrervi un tempo di vita comune per formare il proprio carattere. Entrambi portano lo stesso qamis di lino grezzo, mangiano alla stessa tavola, lavorano nella stessa bottega, pregano alla stessa ora e dormono nella stessa camerata, così che nulla, alla tavola del Riad come al servizio dei poveri della medina, permette di distinguerli.

Il primo vi trova di che riscattare un passato di umiliazioni; il secondo vi impara l’umiltà, e a obbedire prima di comandare, in una casa dove la sua fortuna non gli compra nulla. Ciascuno vi è giudicato e stimato per ciò che è, e non per ciò che possiede, e nessuna delle ricchezze riunite nella dimora vicina procura questo bene a chi la abita.

Il salotto della Munya, un pavone bianco davanti alla vasca, i cuscini ricamati d’oro
Alla Munya, il salotto.
In una bottega del Riad, alcuni residenti portano un pasto e della biancheria a due giovani poveri
Al Riad, i residenti portano il pasto e la biancheria ai giovani poveri della medina.

Le superfici

I valori che seguono sono superfici utili, arrotondate e date per intervalli, che il rilievo della dimora verrà a precisare. Rispondono a un numero chiuso di ospiti e alla separazione completa delle due case, che obbliga la Munya a possedere in proprio la soglia, la cucina e i locali di servizio.

Spazio Misura adottata
SOGLIA
Sqifa Il vestibolo d’ingresso, sulla propria strada 15–20
Parlatorio La prima accoglienza, distinta da ogni spazio del Riad 15–20
STANZE COMUNI DEGLI OSPITI
Sala La stanza maggiore, aperta sul patio, con il suo camino moresco 60–80
Salotto Una stanza chiusa per la conversazione 30–40
Sala da pranzo Una sola tavola per gli ospiti della casa 30–40
Oratorio Orientato, sul patio e sul giardino 20–25
PERMANENZA
Sei camere degli ospiti Ciascuna di 16–20 m², a letti singoli, con il suo bagno di 6–8 m² 130–170
Appartamento d’onore Un ingresso, un salotto, una camera, un bagno, una stanza attigua e un’anticucina 130–160
SERVIZIO
Cucina e anticucina Interamente separate da quelle del Riad 30–40
Locali di servizio Riservati al personale della Munya, con percorsi propri 35–45
Magazzino riservato Tessuti di valore e pezzi in deposito 12–15
Studio Una stanza chiusa, in disparte dalle stanze comuni 10–12
Locali tecnici Allacciamento idrico, elettricità, riserva d’acqua 10–15
Superfici utili 530–680

Con le gallerie, le scale e lo spessore dei muri antichi, la dimora richiede nell’ordine di 700–900 m² di superficie di piano, cui si aggiungono a cielo aperto il patio e, se il lotto lo consente, il giardino.

A cielo aperto Ciò che accoglie
Patio Il patio porticato, con la sua acqua, sul quale si aprono la sala e il salotto 80–120
Giardino L’acqua, l’ombra e i profumi, se il lotto lo consente 150–300

La casa non riceve il pubblico. Le richieste sono esaminate una per una.